Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana, ha querelato - chiedendo 1 milione di euro - il quotidiano ''La Repubblica'' per diffamazione. Secondo lui, infatti, le dieci domande che il quotidiano pubblica da mesi, ogni giorno (e ogni giorno mantiene in home page sul sito internet) sono diffamatorie, perche', per farla breve, sarebbero domande che non richiedono risposta ma sottintendono cose che non giovano all'immagine di Berlusconi e, anzi, rendono veri fatti non realmente accaduti. Come Noemi, per intenderci, che Berlusconi NON ha mai conosciuto. Per dirla alla Ghedini, Noemi neanche e' mai realmente esistita.Di fatto, Berlusconi ha querelato la Democrazia: ha chiesto alla magistratura di fermare 10 domande che il popolo fa al potere. C'e' un muro, oltre il quale il popolo non puo' affacciarsi, non puo' chiedere, non puo' vedere. Noi dobbiamo fare quello che dicono al di la' del muro, e al di la' del muro fanno, sostanzialmente, cio' che vogliono, senza dover rispondere a nessuno. C'e' un muro che da tempo mi fa pensare che chiamare questo Stato una Repubblica Democratica e' davvero fuori luogo. E' una presa in giro.
Quando un politico, o piu' in generale un uomo di potere, fa quel che gli pare, in qualsiasi campo, senza rispettare le regole che lui stesso fa si' che il popolo debba rispettare (ad esempio la multa - che si vuol trasformare in arresto - dei clienti delle prostitute), allora la questione diventa seria. MOLTO seria.
Continuate pure a votare, e a illudervi che l'Italia sia governata dal popolo (= DEMOCRAZIA); continuate pure a pensare che la vostra crocetta possa cambiare le cose, mentre io penso a quanto sarebbe bello, dopo lo spoglio, sentir dire ''NON HA VINTO NESSUNO'' e a leggere, il giorno successivo, che gli italiani non hanno scelto nessuno, che agli italiani non piacciono piu' 'sti 4 stronzi che si candidano per sedersi sui sedili posteriori delle auto blu, e per prendere la pensione dopo una sola legislatura, quando gli uomini si devono fare il culo UNA VITA.
Scusate, l'utopia e' il mio forte, credo.
Ma se non inizio a essere io il cambiamento che voglio nel mondo, allora sono solo un ipocrita.
Scofield

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