martedì 25 agosto 2009

Il Fatto, quotidiano. Che quasi quasi mi abbono.

Sta per uscire Il Fatto, quotidiano indipendente (ma davvero, eh?) a cui collaborera' Marco Travaglio, Antonio Padellaro e altri giornalisti piu' o meno bravi e (da me) stimati. Qui c'e' l'Antefatto, per dare un'occhiata ai temi che Il Fatto trattera'.

A me Travaglio piace. E' un Giornalista, il mestiere che ho scelto di fare anni fa e che spero di riuscire a fare. Se inizialmente mi sembrava tutto rose e fiori, tutto ''il bello scrivere che mi piace un sacco'', mi sono accorto, qualche giorno dopo aver iniziato a lavorare nel mio local quotidiano, che non e' affatto cosi'. Anche a livello cittadino, infatti, il mio capo - un democristiano col capo cosi' chino che non riusciva a guardarmi in faccia - mi diceva: ''Eh, sì, pero', questo non lo possiamo dire cosi', ci vuole tatto, bisogna pensarci...''. Gli ho creduto. Poi sono passati i mesi, ho conosciuto, ho scoperto e ho capito. Amico del sindaco, paura della querela, eccetera. Un giornalista tranquillo. Forse troppo. E non ho imparato granche', da lui, devo essere sincero.
A me Travaglio piace. Nella mia citta', ad esempio, hanno costruito una turbogas. Il giornale dove lavoravo ha oscurato tutte le notizie sulle proteste, durate mesi, per motivi che non mi era dato sapere. Poi l'editore, con una svolta storica, ci ha dato il via libera per poter scrivere diciamo ''contro'' la turbogas, poi di nuovo uno stop (e mi sembra dopo una poco velata minaccia di togliere la pubblicita' dal giornale). E questo, mi sono detto, non e' il giornalismo che sognavo.
A me Travaglio piace. Non parliamo della politica, perche' quella e' proprio un casino. I politici locali (cittadini, dico; manco regionali) fanno pressioni prima su di te, nuovo giornalista giovane e stupido, che pensa che ha a che fare con brave persone; poi - se tu ti accorgi che qualcosa comincia a puzzare - loro chiamano il caporedattore, e se il caporedattore non basta, chiamano la sede centrale e parlano con il direttore. E poi ti richiamano, a te giornalista giovane e stupido, dicendo ''Ho parlato col direttore'', oppure ''Sono un grande amico del tuo direttore''.
A me Travaglio piace. Vado ad Amsterdam, allora. E quando torno, mi dimetto. Cosi' ho pensato, cosi' ho fatto. Mi iscrivo a una scuola di giornalismo, pensavo. E l'ho fatto. (Non quella di Perugia, dove un parlamentare dell'allora maggioranza Prodi mi ha detto di lasciar perdere perche' si trattava di un ''affare complesso''. Ma porca miseria, ci vuole la raccomandazione pure per trovare un posto in pizzeria? Vabe', anzi non vabe'). Ho quasi finito la scuola, sto per fare l'esame e diventare un giornalista professionista. Voglio diventare un Giornalista Professionista, pero'. Lo sto pensando. E mi piace Travaglio.

Scof.

1 commenti:

  1. Travaglio vince. E speriamo che Il Fatto sia un buon esperimento di giornalismo sano.

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