giovedì 17 settembre 2009

Morti in Afghanistan. Mi chiedo per cosa.

La foto e' dell'Ansa, la notizia, invece, e' di SkyTg24, che ha anticipato persino l'agenzia. I morti italiani sono sei, e' ufficiale. Uno di loro sarebbe appena arrivato nella capitale afghana. Due kamikaze hanno fatto esplodere un convoglio italiano che stava scortando un veicolo, nel quartiere diplomatico di Kabul. I mezzi coinvolti sono due o tre. Un attentato in una zona ''tranquilla'', mica fra le montagne o in quelle strade desolate. Mi sembra chiaro che loro, i taliban, sono in guerra, mentre noi siamo in missione di Pace. IN MISSIONE DI PACE?
No comment, su questo. Perche' non ho parole. La domanda che mi pongo e': per che cosa sono morti, questi militari? E' il loro lavoro, mi rispondo. Ma che lavoro stanno facendo, ora, li' in Afghanistan? Riportare la democrazia? Ma non prendiamoci per il culo, signori. Questa guerra, perche' di guerra si tratta (come la pubblicita' sui giornali che ora si chiama informazione a pagamento...), e' stata voluta da Bush jr dopo l'attacco alle Torri Gemelle. E l'Italia e' stata costretta a seguire mamma Usa - cosi' come altri Paesi -, per vari motivi, storici e attuali. Se l'attacco talebano alle Twin Towers e' una bufala, una montatura fatta bene (ma non troppo, guardatevi i documentari degli esperti, si trovano su youtube) come penso, allora la verita' e' che a Bush serviva un pretesto per invadere quella zona per cercare Bin Laden (ma dove cazzo sta Bin Laden? E davvero la Cia, in tutti questi anni, non e' riuscito a trovarlo, pur essendo capace di ritrovare un mio pelo del culo caduto due anni fa?) e per riportare 'sta cazzo di democrazia nel paese.
Teorema geopolitico: la Cina avanza, con marcia trionfale, tra i grandi del mondo (essendo il primo creditore Usa, grazie ai prestiti derivanti soprattutto per i finanziamentinecessari alla guerra in Iraq). L'Afghanistan e' a uno sputo dalla Cina. L'Usa vuole essere vicina-vicina alla Cina, per controllare. L'Usa inventa un grosso (ma grosso!) pretesto per invadere l'Afghanistan e tenere sotto controllo, da vicino, la Cina. La ricerca di Bin Laden e l'aiuto delle nazioni europee, dell'Australia, del Canada e di altri paesi sono coperture.
E' per questo, che stamattina, sono morti sei militari italiani. Pedine di una scacchiera che neanche conoscono.
Pochi minuti fa, poi, un generale italiano a SkyTg24 diceva: i talebani hanno sotto controllo il 70% del territorio afghano. Abbiamo perso, praticamente. Andiamo via. Che l'America trovi un altro sbocco per star ''vicina alla Cina''. Resta aperta soltanto la questione dei taliban, che ovviamente nuociono ai cittadini civili che, parra' strano, esistono anche li', come dappertutto. Ma che cosa fare? Ha senso sacrificarsi per la liberta' altrui? Non e' piu' giusto che quella gente lotti da sola per la propria liberta'? Oppure, memori di essere stati salvati nella seconda guerra mondiale, vogliamo rendere cio' che ci hanno regalato?
Non lo so, non lo so. Ma la storia dei due piccioni con una fava, tutta americana (e quindi un po' two birds with just one stone) non mi piace per niente. Sentiremo altre autobombe.

2 commenti:

  1. C'e' un amico che dice: molto piu' di queste, meritano attenzione le morti sul lavoro. D'altronde - prosegue - chi parte per la guerra mette in conto che possa morire, chi va a fare l'operaio no. O non dovrebbe.
    Possiamo parlarne.
    Scof.

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  2. Io sono d'accordo. Di operai ne muoiono forse anche di più, e non vanno in guerra...e quelli nessuno li chiama eroi, eppure ognuno fa il suo lavoro. Fabycalso

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