Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana, ha querelato - chiedendo 1 milione di euro - il quotidiano ''La Repubblica'' per diffamazione. Secondo lui, infatti, le dieci domande che il quotidiano pubblica da mesi, ogni giorno (e ogni giorno mantiene in home page sul sito internet) sono diffamatorie, perche', per farla breve, sarebbero domande che non richiedono risposta ma sottintendono cose che non giovano all'immagine di Berlusconi e, anzi, rendono veri fatti non realmente accaduti. Come Noemi, per intenderci, che Berlusconi NON ha mai conosciuto. Per dirla alla Ghedini, Noemi neanche e' mai realmente esistita.
Di fatto, Berlusconi ha querelato la Democrazia: ha chiesto alla magistratura di fermare 10 domande che il popolo fa al potere. C'e' un muro, oltre il quale il popolo non puo' affacciarsi, non puo' chiedere, non puo' vedere. Noi dobbiamo fare quello che dicono al di la' del muro, e al di la' del muro fanno, sostanzialmente, cio' che vogliono, senza dover rispondere a nessuno. C'e' un muro che da tempo mi fa pensare che chiamare questo Stato una Repubblica Democratica e' davvero fuori luogo. E' una presa in giro.
Quando un politico, o piu' in generale un uomo di potere, fa quel che gli pare, in qualsiasi campo, senza rispettare le regole che lui stesso fa si' che il popolo debba rispettare (ad esempio la multa - che si vuol trasformare in arresto - dei clienti delle prostitute), allora la questione diventa seria. MOLTO seria.
Continuate pure a votare, e a illudervi che l'Italia sia governata dal popolo (= DEMOCRAZIA); continuate pure a pensare che la vostra crocetta possa cambiare le cose, mentre io penso a quanto sarebbe bello, dopo lo spoglio, sentir dire ''NON HA VINTO NESSUNO'' e a leggere, il giorno successivo, che gli italiani non hanno scelto nessuno, che agli italiani non piacciono piu' 'sti 4 stronzi che si candidano per sedersi sui sedili posteriori delle auto blu, e per prendere la pensione dopo una sola legislatura, quando gli uomini si devono fare il culo UNA VITA.
Scusate, l'utopia e' il mio forte, credo.
Ma se non inizio a essere io il cambiamento che voglio nel mondo, allora sono solo un ipocrita.
Scofield
Su Facebook, il grande fratello allargato e cybernetico, dove tutti sanno tutto di tutti ma non di me perche' non sono iscritto, ho trovato un gruppo: 1 milione di iscritti (e di firme) per tagliare gli stipendi ai politici.
Bella iniziativa, ho pensato. Pero' il gruppo deve raggiungere 1 milione di iscritti perche' l'operazione ''V per Vendetta'' social-networkizzata possa andare in porto. Una volta raggiunto parte l'azione e a 'sti stronzi gli abbassiamo lo stipendio.
Vado a vedere, quindi, il numero di iscritti al gruppo: 1.001.700 e rotti. Quindi il milione di iscritti e' stato superato!
Ma nessuno ha ancora avviato la raccolta firme fra gli iscritti che si conoscono di vista soltanto perche' hanno visto le rispettive fotografie. Allora: cosa cazzo iniziate a fare una cosa - qualsiasi cosa ma soprattutto una cosi' importante, almeno sulla carta, come questa - e poi non la portate a termine? Il ''voi'', ovviamente, e' generalizzato: in 20 persone, noi di una scuola di giornalismo, non siamo riusciti ad aggiornare un manualetto di informazioni utilissime per l'esame di Stato, un lavoro che avrebbe giovato noi 20 e solo noi. Ma nulla: si dice e non si fa.
Ma se la tendenza e' forte tra persone che si conoscono fisicamente e si parlano a quattr'occhi, mi figuro quanto sia poderosa tra chi neanche si conosce se non per battito di tastiera.
Se qualcuno vuole cambiare qualcosa, deve fare un passo avanti. Basta uno, perche' se il passo che fa e' quello giusto, poi ce ne saranno altri di passi. Di tanti. altri.
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Terminato questo mio delirio del ''dire e non fare'', passiamo alle cose serie. Quanto serie? Tipo che la Rai (Televisione Pubblica, non privata) ha rifiutato il trailer del film di Erik Gandini ''Videocracy'', che racconta (finalmente, direi) i 30 anni di cambiamenti avuti in Italia (anche ) a causa della televisione. Di Fininvest (poi Mediaset) in particolare. Un film che DOVEVA essere fatto.
Bene, la RAI ha rifiutato di mandare in onda lo spot del film perche' ''film e trailer sono un attacco al sistema tv commerciale, quindi non ritenevano opportuno mandarlo in onda proprio sulle reti Mediaset".E poi ancora (fonte Repubblica): Dice la lettera di censura dello spot: "Attraverso il collegamento tra la titolarità del capo del governo rispetto alla principale società radiotelevisiva privata", non solo viene riproposta la questione del conflitto di interessi, ma, guarda caso, si potrebbe pensare che "attraverso la tv il governo potrebbe orientare subliminalmente le convinzioni dei cittadini influenzandole a proprio favore ed assicurandosene il consenso". "Mi pare chiaro che in Rai Videocracy è visto come un attacco a Berlusconi. In realtà è il racconto di come il nostro paese sia cambiato in questi ultimi trent'anni e del ruolo delle tv commerciali nel cambiamento''.Non ho piu' parole, a questo punto. Ma c'e' dell'altro: la tv di Stato spiega che, anche se non siamo in periodo di campagna elettorale, il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto.
Allora: sbrigatevi, per favore, a fare un film che parli delle tv private di esponenti politici di sinistra, magari di quelli che sono stati a capo del governo. Sbrigatevi a fare un film dove il partito di ''segno opposto'' ha un conflitto di interessi cosi' grande che nessuno se ne accorge (o fa finta di non farlo).
E, se posso, ANDATE PURE A CAGARE.
Rai: di tutto, ma non proprio tutto.
Un sempre piu' indignato Scofield, che saluta linkando un bell'articolo...
Mi sento umiliato, e mi chiedo come DIAVOLO fate voi, italiani di qualsiasi eta' e ceto (perche' i ceti, cari signori, esistono eccome, altroche') a non sentirvi cosi'.
Perche' mi sento umiliato?
1) Borghezio e' un parlamentare dell'Unione Europea.
2) Calderoli e' un Ministro della Repubblica Italiana.
3) Loro, questi ignoranti, fanno i Deputati e i Senatori della Repubblica Italiana.
4) I soldi che prendono a nostre spese sono troppi, cosi' tanti da umiliare TUTTI I LAVORATORI italiani e a NON giustificare la loro ignoranza.
5) Nel Parlamento della Repubblica italiana ci sono alcuni CONDANNATI in via definitiva e tanti indagati.
Ci sono altri motivi, ovviamente. Ma penso che questi 5 bastino a farmi sentire umiliato e offeso dal Paese dove sono nato e dove vivo.
Non vado a votare per scelta politica, non perche' sono anarchico o qualunquista o perche' non mi va o non sono interessato. Per scelta POLITICA. Il mio non-voto e' come un voto dato a nessuno, perche' a queste condizioni non ci sto.
Vorrei un Parlamento con gente onesta, disposta a prendere al massimo 2.500 euro (stipendio da dirigente, ci sta) e che fa questo LAVORO per vocazione. Come dovrebbe essere per i medici. Vorrei un Parlamento con gente che e' nata per pensare al Bene Comune, che e' nata per migliorare le cose, il mondo.
Ma i fatti stanno cosi'. E io non vado a votare per migliorarli. Vi chiedo di fare come me soltanto perche' so che, per gli stessi motivi, dovreste essere tutti voi umiliati e offesi come me.
Dio distrusse Sodoma e Gomorra perche' avevano raggiunto il limite. Noi lo stiamo per raggiungere.
Sta per uscire Il Fatto, quotidiano indipendente (ma davvero, eh?) a cui collaborera' Marco Travaglio, Antonio Padellaro e altri giornalisti piu' o meno bravi e (da me) stimati. Qui c'e' l'Antefatto, per dare un'occhiata ai temi che Il Fatto trattera'.A me Travaglio piace. E' un Giornalista, il mestiere che ho scelto di fare anni fa e che spero di riuscire a fare. Se inizialmente mi sembrava tutto rose e fiori, tutto ''il bello scrivere che mi piace un sacco'', mi sono accorto, qualche giorno dopo aver iniziato a lavorare nel mio local quotidiano, che non e' affatto cosi'. Anche a livello cittadino, infatti, il mio capo - un democristiano col capo cosi' chino che non riusciva a guardarmi in faccia - mi diceva: ''Eh, sì, pero', questo non lo possiamo dire cosi', ci vuole tatto, bisogna pensarci...''. Gli ho creduto. Poi sono passati i mesi, ho conosciuto, ho scoperto e ho capito. Amico del sindaco, paura della querela, eccetera. Un giornalista tranquillo. Forse troppo. E non ho imparato granche', da lui, devo essere sincero.A me Travaglio piace. Nella mia citta', ad esempio, hanno costruito una turbogas. Il giornale dove lavoravo ha oscurato tutte le notizie sulle proteste, durate mesi, per motivi che non mi era dato sapere. Poi l'editore, con una svolta storica, ci ha dato il via libera per poter scrivere diciamo ''contro'' la turbogas, poi di nuovo uno stop (e mi sembra dopo una poco velata minaccia di togliere la pubblicita' dal giornale). E questo, mi sono detto, non e' il giornalismo che sognavo.A me Travaglio piace. Non parliamo della politica, perche' quella e' proprio un casino. I politici locali (cittadini, dico; manco regionali) fanno pressioni prima su di te, nuovo giornalista giovane e stupido, che pensa che ha a che fare con brave persone; poi - se tu ti accorgi che qualcosa comincia a puzzare - loro chiamano il caporedattore, e se il caporedattore non basta, chiamano la sede centrale e parlano con il direttore. E poi ti richiamano, a te giornalista giovane e stupido, dicendo ''Ho parlato col direttore'', oppure ''Sono un grande amico del tuo direttore''.A me Travaglio piace. Vado ad Amsterdam, allora. E quando torno, mi dimetto. Cosi' ho pensato, cosi' ho fatto. Mi iscrivo a una scuola di giornalismo, pensavo. E l'ho fatto. (Non quella di Perugia, dove un parlamentare dell'allora maggioranza Prodi mi ha detto di lasciar perdere perche' si trattava di un ''affare complesso''. Ma porca miseria, ci vuole la raccomandazione pure per trovare un posto in pizzeria? Vabe', anzi non vabe'). Ho quasi finito la scuola, sto per fare l'esame e diventare un giornalista professionista. Voglio diventare un Giornalista Professionista, pero'. Lo sto pensando. E mi piace Travaglio.
Scof.
Un fantacalcio molto carino, gratuito e dove si vincono premi (pochi ma buoni). E' il Fantagenius che ha organizzato lo staff di fantagazzetta.com, sito aggiornatissimo e curato molto bene sul calcio italiano (e non solo). Io ho costruito la mia rosa, chiamata ''foxriver8'':
PORTIERI
Amelia; Muslera; Scarpi
DIFENSORI
Campagnaro; Melinte; Criscito; Maicon; Rossettini; Yepes; Zebina; Zuniga
CENTROCAMPISTI
Diego; Kharja; Maggio; Marchisio; Menez; Mesto; Stankovic; Marchionni
ATTACCANTI
Cassano; Milito; Zarate; Crespo; Paolucci; Figueroa
Comincia la stagione calcistica in Inghilterra. A Ferragosto. Con la Bundesliga già iniziata, e' il secondo piu' importante campionato europeo al via.
Vediamo un po' di fare il punto su questo campionato.
Il Manchester City, forte dei milioni sborsati (e non si sa se ancora ne sborsera'), vuole rilanciarsi. Ma oltre ai nomi - Adebayor, Tevez, Santa Cruz - serve che la squadra sia coesa per vincere con costanza e tenersi nella parte altissima della classifica, alla quale i Blues puntano. Sull'altra sponda di Manchester, quella dei Red Devils, si vive l'esatto contrario: partiti Tevez e Cristiano Ronaldo (arrivato solo Owen), la squadra - malgrado i campioni che la compongono - non ha piu' tanti nomi ''stellari''. Ma e' famosa per essere Squadra (esse maiuscola non a caso). Il Chelsea ancelottiano promette benissimo: nonostante i pochi cambiamenti rispetto all'anno passato, la presenza di Carletto rassicura abbastanza, dopo i recenti valzer di tecnici. Mi piace ancor piu' anche il Liverpool: lo scambio Xabi Alonso-Aquilani, secondo me, e' stato quasi alla pari. E poi quando c'e' Benitez in panchina, i giocatori vengono sempre valorizzati al massimo. L'Arsenal, squadra della quale sono tifoso, mi ha deluso, invece. Il mercato estivo non ha portato nessun gran cambiamento da Wenger, semmai ha causato delle perdite, quelle di Kolo Toure' e di Adebayor, non di poco conto. Sara' difficile sostituirlo, a meno che Bendtner non dimostri che puo' far reparto da solo, diventando un campioncino. Ma sta a lui.
Le squadre da tenere sott'occhio per partenze-lampo e per prospettive di campionato decenti sono il Tottenham, il Bolton, il West-Ham di Zola, l'Hull City (che l'anno scorso ha fatto bene) e il neo promosso Birmingham, che ha fatto una folta campagna acquisti.
Per quel che mi riguarda, penso che vinca il Liverpool, quest'anno. A fatica, se la battera' con Ancelotti, che fara' un figurone, invece, in Champion's League.
L'avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, è un personaggio strano. Anzi, è un personaggio. Vicino al Cavaliere, oltre ad Apicella, è l'unico che ci sta a pennello.
Non gli risulta mai un cazzo.
Oggi sull'Ansa leggo: ''BERLUSCONI: GHEDINI, VENDE VILLA CERTOSA? NON E' VERO''. ''A me non risulta assolutamente e non credo proprio sia vero. Il presidente Berlusconi non mi ha mai comunicato una qualsiasi intenzione di alienare Villa Certosa. Non mi consta''.
Possibile che a questa persona ogni cosa (ogni cosa, ripeto) che si dice su Berlusconi non gli risulta?
Berlusconi esiste. Ghedini: ''Non è vero''.
Ma va là.
Il triangolo del Mediterraneo. La Sicilia. ''Culla di Cosa Nostra'', recita un depliant della NH Hotels, catena alberghiera di Madrid che sta investendo molto, negli ultimi tempi, sull'isola italiana. ''Per invogliare i turisti stranieri - scrive La Repubblica - prima di citare Taormina e l'Etna, negli opuscoli in inglese e in tedesco la NH ricorda che questa e' la terra della mafia. Anzi, ne e' la culla''. Il quotidiano titola ''Depliant-shock''. Addirittura. Perche', cio' che hanno scritto non e' vero? Rapida la risposta di Lombardo, governatore della Sicilia: ''Faremo ritirare subito le brochures. Una popolazione intera e' stata offesa''. Dice bene il presidente della Regione Sicilia, ma sbaglia il soggetto: l'intera popolazione e' stata si' offesa, ma dalla mafia. Per anni, e continua ad esserlo. Ma invece di ''ritirare'' la mafia, si decide di ritirare la brochure. Che buffo. Ovvio che la NH utilizza il nostro marcio in maniera banale, banalissima - come ha suggerito Rita Borsellino - ma il problema non e' la definizione ''culla della Mafia'' come slogan attira-turisti, il problema e' la Mafia. Risparmiare fiato per queste dichiarazioni, tenerlo in serbo per preparare meglio la lotta all'organizzazione che ha un Pil molto piu' sostanzioso di quello della nazione cui appartiene. ''La Sicilia e' terra di cultura, arte e civilta''', ricorda la Borsellino. Ed e' terra dove hanno ammazzato eroi come suo fratello e il giudice Falcone. Che l'isola sia diventata un mito anche per la Mafia, non e' colpa della NH. Ma di altri.Scof.
Sequenza sismica nel Golfo della California del 3 agosto 2009: Ore 17.55: 5.4; ore 17.59: 6.8; ore 18.33: 4.8; ore 18.40: 5.8. Stamattina un altro 5.3 alle 9 e 20 circa.
Dato FONDAMENTALE: 10 km di profondita' circa per tutte le scosse.
Praticamente, ha fatto un terremoto quasi come quello dell'Aquila e poi, dopo 4 minuti, ne ha fatto uno molto più forte. Poi, un'ora dopo, di nuovo un paio come quello all'Aquila.
Risultati e Reazioni: Ahahahahaah! Non sono io che rido, sono i commenti quasi scherzosi della gente che ha sentito il terremoto (si e' sentito anche fino a San Diego e Phoenix, in Texas). Il Los Angeles Times, nel giorno del quake, ha pubblicato un articolo sul sito internet di ben 8 RIGHE sulle scosse, e NEANCHE IN PRIMA PAGINA, perche' l'ho dovuto cercare sul ''search'' del portale. Allora e' vero che li' son ben forniti di case che non crollano. Nemmeno un morto, pochi danni, forse nulli. Li' lo sanno che e' zona sismica. Ma anche qui sapevano che l'Abruzzo (e specie L'Aquila) e' zona sismica. Perche', allora, tutte queste differenze? E nessun quotidiano italiano che ha fatto un paragone. Lo posso dire? Dai, lo dico: VERGOGNA.
Vergogna perche' qui muore la gente e li' no, perche' li' la gente scappa viva dagli edifici e qui deve piangere la perdita di amici e parenti, perche' li' non ci sono le tende dopo una sequenza sismica che in confronto quella aquilana fa ridere e qui invece le tende ci saranno e Dio solo sa fino a quando.
La gente si e' spaventata, e' uscita correndo da casa e da edifici in Messico, in California e in Texas. E' normale. Ma nulla e' crollato sotto la forza della terra in movimento, e che movimento. Sicilia, Abruzzo, Umbria, Marche, Friuli: piu' di mezza Italia e' SISMICA, vogliamo prendere QUESTE CAZZO DI CONTROMISURE? Perche', yes, we can. But we don't want.
Scof.
Io tifo per Mister Obama, credo che possa diventare il mio eroe. E odio le lobby, soprattutto quella della health (salute!) americana, decisamente anti-eroica. Come la dichiarazione del capo dell'opposizione repubblicana (Michael Steele), che oltre a essere anti-eroica e' anche anti-storica: ''La sanita' sara' la sua Waterloo''. Che richiama si' una sconfitta, ma dimentica che Obama non e' un conquistatore di popoli all'estero. [Si fottano 'ste mezze dichiarazioni a effetto, très superficielles].
Come funziona la sanita', ad oggi, nell'avanzato sistema americano? ''E' diventata una lotteria'', scrivono i premi PULITZER Donald Barklett e James Steele (spero non sia parente del repubblicano) sulla loro inchiesta giornalistica ''Critical condition: how health care in America became big business and bad medicine''. Quarantaquattro (44, che se premi il maiuscolo guardacaso fa $$) MILIONI di cittadini degli Stati Uniti NON sono protetti da alcuna forma assicurativa sanitaria, perche' non possono permettersi di (cito) ''pagare il premio o perche' il loro rischio e' cosi' alto che nessuno li assicura''. (Interpreto): non possono permettersi di farsi curare e quindi sono costretti a farlo da soli. [Vedetevi SICKO di M.Moore]. Feudalesimo puro.
Andiamo avanti, per scoprire le ragioni che stanno portando Obama a sfidare 'sta cazzo di lobby con una riforma. I 44 milioni di cittadini liberi (de fa' che??) sono quelli (cito ancora) ''che non cercano aiuto finche' non sono moribondi, o ritardano un test o un intervento chirurgico fin quando la loro condizione non diventi acuta''. Di questa gente, 18.000 MUORE ogni anno. (Pero', dai, attenti al virus H1N1). Oltre a 'sti 44millions di poveriCristi, ce ne sono altri 10 (sempre MILLIONS) di ''sottoassicurati'', che hanno una copertura marginale (cioe' in caso di grave malattia vengono buttati fuori a calci). Basta? No: ci sono altre decine di MILIONI di americani che rischiano di perdere tutti i loro risparmi se un familiare si dovesse ammalare gravemente o di malattia cronica.
Si puo' andare in bancarotta perche' si contrae una malattia? Si puo' perdere tutto quello che si e' costruito in una vita solo perche' - e' umano, Cristo! - si sta male? (Un certo Jeffrey C. Barbakow e' riuscito, in 10 anni, ad acquisire 111 ospedali for-profit con la sua Tenet Healthcare). Ditemi voi se Obama non debba fare una riforma. E' gia' tanto che non ha ordinato ai suoi di sparare su questi speculatori e distruttori delle vite, dei sogni e delle speranze altrui.
La lobby Sanita' americana e' unita contro Obama. ''Compagnie assicurative, medici-capitalisti, industrie hi-tech e avvocati specializzati nei processi per 'errore medico', la Grande Armada e' pronta a far deragliare la riforma, come fece nel '93 con Bill Clinton'', scrive, piu' o meno cosi', Federico Rampini di Repubblica sul suo pezzo online. Intervista un certo Wendell Potter, ''pentito'' della lobby, disgustato da un sistema ''che assicura solo i sani'', e che ora tenta di smascherare i suoi ex datori di lavoro. Per sapere come agiranno, a livello di comunicazione (ragazzi, bisogna leggere perche' e' agghiacciante), cliccate qui, c'e' l'inchiesta di Rampini. Sono metodi inverosimili: menzogne (addirittura!), annunci terrificanti che mirano alle fasce piu' deboli della societa', supercazzole. Screditeranno tutto cio' che Obama fara'; contraddiranno tutto cio' che Obama dira'. Hanno gia' messo uno spot che va in onda all'ora di punta (purtroppo non riesco a trovarlo sul Tubo), con la moglie anziana che dice al marito: ''Non sara' piu' possibile curarti, lo Stato ha deciso che non vale la pena assistere chi ha la nostra eta', invece dirotta i fondi in favore dell'aborto''. Ai vecchi 'sta roba mette l'ansia, non leggono mica i post dei blogger sul web (onore ai quei vecchi che lo fanno, invece).
Certo, LO STATO. Perche' le company sono gli angeli. Sono i tuoi protettori. Il tizio intervistato da Rampini, Potter, lavorava per la ''Cigna'', compagnia assicurativa che copre Arizona, Colorado, Connecticut, Florida, Georgia, Carolina Nord e Sud, Tennessee e Texas. Allora io, abitante della Florida (non e' vero ma facciamo finta), voglio fare un'assicurazione sanitaria per me and my family.
VEDIAMO QUANTO COSTA
3.000 dollari all'anno (non so se li vogliono subito o a rate) che fanno 250 $ al mese per l'assicurazione sanitaria MINIMA. Perche' c'e' quella MEDIA (6.000 Dolla all'anno) e MASSIMA (10.000 $ at year). Rispettivamente, 500$ e 833,3 periodico$ al mese.
Momento! Questi prezzi valgono SOLO se usi strutture, ospedali e medici della RETE CIGNA. Per gli Out of Network (fuori dalla rete Cigna), i prezzi salgono: 6.000 (Minima); 12.000 (Media); 20.000 (Maxima).
Wow!
Se fai la massima (ma chi cazzo la fa, scherziamo?), e utilizzi strutture del network della company (come suggerito qui, dove ci sono le regole Cigna per risparmiare!), Cigna ti paga tutto: visite dal medico, ambulanza (ma puoi spendere solo 3.000$ di ambulanza all'anno, eh?!), cure preventive, mammografie, pronto soccorso, cure urgenti (sto citando dall'elenco dei ''servizi''), degenze, operazioni chirurgiche, mental health. Gia' se sei fuori-dalla-rete, anche con la Maxima, Cigna ti paga (a parte mammografie, cure preventive e ambulanza) solo il 60% dei costi. Nonostante la retta da 20.000 DOLLA.
Bueno!
Facciamo la minima, dai. Pago 3.000$ all'anno e ho l'80% pagato per le visite (60% se out of network); il 100% per mammografie e prevenzioni; l'80% per Pap test e altri esami per le ossa e per il detect del cancro alla prostata (60% se in strutture out of Cigna); l'80% per tutto il resto. Out of Network (che costa di piu', in un anno), ti danno l'80% per ambulanza e pronto soccorso solo se ''e' vera emergenza''; altrimenti, il 60%.
HEALTH IN US, YOU HAVE TO DIE
Bello spot, isn't it?
Michael Scofield