domenica 13 settembre 2009

Il grande bluff

Il poker e' un gioco che ormai la fa da padrone. In Italia come in altri paesi, ragazzi adulti e anziani sono usciti pazzi (o stanno uscendo) per il Texas Hold'em e affini, come Omaha. E' possibile giocare online su qualsiasi sito di scommesse. Un altro po' e lo avra' anche Corriere.it.
Chi vuol giocare gioca, come vuole e quando vuole. Fino all'anno scorso era possibile giocare sui siti internet .com, dove oltre alla forma del sit&go e del torneo - notissima in Italia -, c'era anche il cashgame. La differenza e' che ai sit&go paghi un buy-in che va a finire nel montepremi, e i premi sono suddivisi in percentuale al primo classificato e via via agli altri piazzamenti. Nel cashgame le chips che hai davanti al tavolo sono i tuoi soldi. Non paghi il buy-in (ne' la tassa iniziale alla piattaforma ospitante), ma giochi i tuoi soldi pagando a ogni piatto (oppure ogni 5-6 piatti) una tassa al sito.
Il cashgame e' piu' adrenalinico rispetto al sit&go, puoi vincere tanti soldi cosi' come perderli tutti in pochi minuti, in poche mani.
L'Aams ha bloccato tutti i .com a partire dagli inizi del 2009, dichiarando illegale il cashgame in Italia. Nascono le piattaforme .it e vai con Sisal, Pokerstars, GiocoDigitale, tutti controllati dal Monopolio di Stato. Ultimamente l'Aams ha bloccato anche i tornei e i sit&go live, cioe' organizzati dai circoli: si stanno inventando una particolare licenza - a base d'asta di circa 130.000 euro e con possibilita' di prenderla solo da parte di aziende con capitale di 2 milioni di euro a partire da 2 anni prima - che escluderebbe i vari circoletti dove ci si va a divertire a favore - guardacaso - di Sisal e le altre grandi holding del gioco ''sicuro''. Pare, tuttavia, che per gli amanti del cashgame non vada a finire a tragedia: l'Aams si sta inventando (e' un ente che fa invenzioni, tipo il Cnr) il cashgame all'italiana, che diminuirebbe il rischio per i giocatori piu' incalliti. Sarebbe pronto per l'inizio (marzo, dicono) del 2010.
Il gioco ''sicuro'', dai ammettiamolo, e' una cazzata. Allora pure la droga ''leggera'' potrebbero regolamentarla e immetterla sul mercato. Se ci sono interessi diversi, basta dirlo. Solo che a noi italiani (ma non tutti, fortunatamente) piace credere alle cazzate solo perche' le dicono in televisione. Se non si vuole aizzare al gioco e poi al supermercato, nel reparto dei giochi di societa' per ragazzi, affianco a Scrabble e a Crack trovi il ''Texas Hold'em'', si sta prendendo per il culo una marea di gente.
Non basta? C'e' la televisione, che in seconda serata manda in onda tornei da milioni di dollari che attirano l'attenzione e fanno ardere la passione del gioco a migliaia di persone, soprattutto ragazzi e (ahia) ragazzini.

Ci sono ragazzini che accedono ai siti di poker con falsi account e caricano i soldi con la carta di credito del padre o del fratello maggiore per poter diventare un giorno come Gus Hansen. In un periodo di crisi economica come questo, lo Stato - che dovrebbe consigliare ai cittadini di fare la cosa giusta - dovrebbe impedire tali forme di pubblicita' (palese, ai miei occhi) per i siti online di poker.
Ognuno faccia quel che vuole, sia inteso. Basta che non ci si prende per il culo.

Scof.

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